In un mondo in cui tutti cercano la scorciatoia perfetta per piacere all’algoritmo, Pika Palindromo è l’eccezione che conferma la regola. In questa puntata de Le Storie di Red Lace racconta come ha costruito la sua carriera da creator rifiutando format furbi, numeri facili e collaborazioni usate solo per crescere.
Pika Palindromo, nome d’arte di Alessio Bourcet, è un videomaker e content creator italiano che ha attraversato musica, televisione e web prima di trovare la sua dimensione nei social. La sua storia è quella di chi preferisce metterci dieci anni per arrivare a 100.000 iscritti, piuttosto che snaturare il proprio modo di raccontare il mondo.
Chi è Pika Palindromo
Pika Palindromo nasce a Villar Perosa, in provincia di Torino, nel 1991 e muove i primi passi nel mondo della musica, lavorando con il maestro Luca Orioli e prendendo parte a programmi televisivi come “Avanti un Altro”, “Chiambretti Night” e “Zecchino d’Oro”. Nel corso degli anni affianca alla musica la regia video, il montaggio e la scrittura, fino a costruirsi una professione ibrida tra palco, studio e social network.
Nel suo percorso c’è anche un tour con Franco Battiato, arrivato dopo aver lasciato un gruppo locale che lo invitava a “abbassare la cresta” perché, a loro dire, “suonava con loro, non con Battiato”. A distanza di pochi mesi, quella frase viene smentita dai fatti: Pika sale davvero sul palco con il cantautore siciliano, confermando che il suo “puntare in altissimo” non era arroganza, ma visione.

Pika Palindromo e la scelta di non piegarsi all’algoritmo
Uno dei passaggi centrali della puntata è il rapporto di Pika Palindromo con le “regole” dei social. Lui stesso si definisce un creator anomalo: non segue i trend, non pubblica in modo costante e non costruisce contenuti per piacere al pubblico più vasto possibile. Il suo canale, racconta, è sempre stato un luogo “sacro” dove entra solo ciò che sente davvero suo.
Questa scelta ha un prezzo: per raggiungere 100.000 iscritti su YouTube gli ci sono voluti dieci anni, mentre altri creator, con format più “algoritmo-friendly”, lo superavano in pochi mesi. Ma per Pika la domanda chiave non è “quanto cresco?”, bensì “chi mi sta seguendo davvero per quello che faccio io e non per riflesso di qualcun altro?”
Essere un creator senza sfruttare scorciatoie
Nel podcast Pika Palindromo racconta anche l’aspetto più delicato del suo percorso: la scelta di non sfruttare relazioni e collaborazioni solo per ottenere visibilità. Pur essendo sposato con LaSabri, una delle creator più conosciute in Italia, ha deciso di non usarla come “scorciatoia” per fare numeri facili sul proprio canale.
Avrebbe potuto crescere rapidamente con video di coppia, format di intrattenimento o apparizioni costanti sui canali degli altri, ma si è posto una domanda semplice: il pubblico che arriverebbe sarebbe davvero interessato a Pika Palindromo o solo a ciò che ruota attorno a sua moglie e agli altri talent? La risposta lo ha portato a dire una serie di no importanti, resistendo alla tentazione di cavalcare onde che non sentiva sue.
Questa stessa coerenza l’ha mantenuta anche con i tanti creator con cui ha lavorato come videomaker e regista. Mai un avvicinamento “strategico” per prendersi un pezzo della loro visibilità, ma sempre collaborazioni costruite sulla fiducia e su un obiettivo creativo, non numerico.

Dai salti nel vuoto alla decrescita consapevole
La storia di Pika Palindromo è costellata di salti nel vuoto. Il primo è quello che lo porta, a 18 anni, a trasferirsi a Milano e vivere in un camper pur di stare vicino agli studi di registrazione e inseguire il sogno musicale. Il secondo è ancora più radicale: abbandonare una carriera musicale che “funzionava” e un lavoro stabile in Mediaset per ripartire da zero nel mondo dei video online, quando su YouTube in pochi riuscivano a guadagnare davvero.
Queste scelte non sono mai state solo economiche, ma legate a una ricerca di pienezza creativa. Pika racconta di come, con il video, riesca finalmente a sentirsi completo: musica, immagini, montaggio e scrittura si fondono in un linguaggio che gli permette di dire tutto quello che ha in testa. A fare da bussola, in tutto questo, c’è anche l’esempio del padre e la sua “decrescita consapevole”: mollare prima il lavoro per dare spazio alle cose davvero importanti, come la famiglia e il tempo di qualità.

Famiglia, figli e responsabilità sui social
Oggi Pika Palindromo è padre e vive il suo ruolo di creator con una consapevolezza diversa, soprattutto rispetto all’esposizione dei figli online. All’inizio, come tanti genitori, condivideva momenti familiari sui social, ma col tempo ha scelto di ridurre drasticamente le immagini dei bambini, temendo l’impatto che potrebbero avere su di loro in futuro.
Nella puntata affronta anche il tema dell’odio online e del cyberbullismo, raccontando episodi estremi come contenuti in cui alcune persone ironizzavano in modo crudele su un aborto vissuto da lui e da sua moglie. Pur avendo “le spalle larghe” per gestire certi attacchi, è consapevole che non tutti hanno la stessa forza emotiva e che le parole lanciate da dietro uno schermo possono avere conseguenze devastanti
Da qui nasce la sua posizione netta: Pika vorrebbe social network legati a un’identità reale, dove chi scrive si assume la responsabilità legale e morale di ciò che dice. In un ambiente così complesso, la scelta di non esporre eccessivamente i figli diventa una forma di tutela e di amore, anche a costo di andare controcorrente rispetto alla logica dell’“apertura totale” che rende molti profili famigliari virali.
Cosa impariamo dalla storia di Pika Palindromo
La storia di Pika Palindromo parla a chiunque lavori con i contenuti, ma anche a chi sta pensando di cambiare vita. Insegna che crescere lentamente non significa fallire, se nel frattempo stai costruendo un pubblico che ti sceglie per quello che sei davvero e non per le scorciatoie che hai preso.
Essere un creator oggi non è solo questione di tecnica o di strategia, ma soprattutto di identità: capire quali compromessi sei disposto ad accettare e quali invece cambierebbero la tua natura. Pika Palindromo dimostra che si può dire “no” a trend, format e opportunità apparentemente d’oro e continuare comunque a crescere, forse più lentamente, ma in modo più solido.
Se vuoi ascoltare la chiacchierata completa con Pika e scoprire tutti i dettagli dei suoi salti nel vuoto, delle sue scelte di vita e del suo rapporto con l’algoritmo, guarda la puntata completa de “Le Storie di Red Lace” dedicata a Pika Palindromo.


